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clicca e visita il nuovo sito internet di Bosco Italia S.p.A.Insonorizzazione e controllo del rumore industrialeProblemi e soluzioni attraverso interventi sulla sorgente, sul mezzo di propagazione e sul ricettoreII rumore è sempre originato da un fenomeno vibratorio, che può essere indotto a sua volta da fenomeni fisici di varia natura: meccanica, fluido dinamica, elettromagnetica, termica. Esempi di queste "categorie" di rumore possono essere:
Fig. 1 La potenza sonora si determina sperimentalmente attraverso misure di pressione sonora e mai da una misura diretta. Si tratta di una misura che richiede tempo ed esperienza, in quanto solitamente occorrono svariate misure di pressione sonora su un inviluppo che racchiude l'intera sorgente (Figura I), oltre che la misura di parametri ausiliari (ad esempio il tempo di riverberazione, nel caso di misura effettuata in un ambiente chiuso).
Tab.1 Tab. I
La potenza sonora di molte macchine e impianti può essere ricavata da dati tecnici e considerazioni teoriche. Tuttavia, occorre prestare molta attenzione a casi nei quali viene fornito un dato non abbastanza preciso (ad esempio, il livello di pressione sonora ponderato a una certa distanza dalla macchina) oppure il dato fornito si riferisce a condizioni di lavoro non realistiche (a vuoto). Lpf — L'p - Ki - Ki L» = Lpf+ IOIog(S/So)
Tab.2 Tab. 2
Classificazione generale degli interventi di insonorizzazioneUn piano di risanamento acustico e una corretta vantazione di impatto acustico devono prevedere, ove necessario, interventi di insonorizzazione, che possono essere: |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Tipo di sorgente |
Tipo di insonorizzazione possibile |
Efficacia |
Elevata densità di macchine rumorose all'interno di un ambiente riverberante |
Riduzione del riverbero ambientale tramite Baffles |
Insonorizzazione modesta (pochi dB) |
Elevata densità di macchine rumorose all'interno di un ambiente poco riverberante |
Miglioramento dell'isolamento dell'edificio verso l'esterno (chiusura di aperture, rinforzo delle metrature. . .) |
Insonorizzazione elevata, dell'ordine di 10 dB |
impianti esterni all'edificio molto rumorosi |
Costruzione dì appositi locali tecnici o incapsulagli barriere/tettoie |
Insonorizzazione elevata, dell'ordine di 10 dB |
impianti complessi, difficilmente racchiudibili in incapsulaggi, esterni all'edificio industriale |
Barriere |
Insonorizzazion modesta, ma molto dipendente da altezza e posizione della barriera |
Movimentazione materiali esterna all'edificio |
Utilizzo di motori elettrici, barriere, modifiche layout, magazzini in posizioni diverse |
Insonorizzazione dipendente dal tipo di intervento |
Tab. 3
Tab.3
Interventi di insonorizzazione indiretti per varie categorie di contesti industriali
La tabella 3 riporta un elenco di interventi di insonorizzazione indiretti, classificati in funzione delle caratteristiche dell'ambiente industriale su cui si interviene. Infine, vi sono interventi di insonorizzazione possibili sul ricettore, che può essere interno all'edificio industriale (gli addetti alle macchine) o esterno (una abitazione esterna al sito industriale). Nel primo caso la norma UNI EN 458 [2] permette di individuare il tipo di protettore auricolare adatto al caso specifico (si ricordi che tutti i dispositivi di insonorizzazione e protezione individuale, DPI, devono essere marcati CE). I protettori auricolari marcati CE devono essere dotati di manuale di istruzioni contenente i dati di attenuazione per bande di frequenza. Nel secondo caso gli interventi di insonorizzazione possibili sul ricettore si riducono a barriere e infissi fonoisolanti.
Naturalmente, l'utilizzo di infissi fonoisolanti è quasi sempre da accompagnarsi con sistemi di condizionamento dell'aria, in quanto l'infisso è efficace solo quando chiuso. Molto più pratiche sono le barriere acustiche, ormai prodotti in svariate tipologie di materiali e forme (calcestruzzo, legno, pannelli fonoassorbenti metallici, lastre in materie plastiche trasparenti, rilevati inerbiti in terra ecc.).
Per ottenere un corretto piano di lavoro nel contesto di un risanamento acustico occorre procedere secondo il seguente schema (proposto dalla norma ISO 11690-1 [3]):
• determinare gli obiettivi;
• identificare le sorgenti e ordinarle in funzione dell'importanza;
• valutare i possibili interventi di insonorizzazione (come definiti sopra: insonorizzazione diretta e insonorizzazione indiretta),
• stendere un piano di risanamento concreto (stabilendo gli interventi in ordine di priorità);
• implementare gli interventi;
• valutare i risultati ottenuti (collaudo). Come esempio riportiamo un caso di valutazione del rumore in un ambiente di lavoro a elevata rumorosità (stampaggi a caldo), per il quale è stata richiesta una vantazione dei possibili interventi di insonorizzazione. Dopo una caratterizzazione degli interventi si è pervenuti a una mappa della rumorosità ambientale (Fig.3).

Fig. 3
Fig.3
Mappa della rumorosità ambientale all'interno di uno stabilimento industriale operante nel settore dello stampaggio a caldo
Il caso in questione è stato risolto lavorando sulle singole sorgenti, costituite da presse, per le quali si sono realizzati interventi di insonorizzazione di diverso genere (inserimento di silenziatori per i getti di aria compressa, incapsulaggi parziali, protettori auricolari più efficaci). L'intervento di insonorizzazione è risultato particolarmente efficace in quanto la composizione in frequenza del rumore generato dalle sorgenti più importanti è particolarmente concentrato alle alte frequenze (Figura 4).

Fig. 4
Fig.4
Spettro di emissione di una pressa particolarmente rumorosa;
si notino le componenti in alta frequenza.
Quando un'onda sonora incontra un ostacolo di altezza finita, ad esempio una barriera antirumore, il bordo della barriera genera un'onda diffratta che si propaga a valle dell'ostacolo: l'intensità dell'onda diffratta è comunque minore dell'onda diretta che si avrebbe in assenza della barriera. Questo tipo di intervento di insonorizzazione è efficace essenzialmente in condizioni di campo libero (o simili al campo libero) e quindi per sorgenti poste all'esterno (gruppi di aspirazione, torri evaporative, gruppi frigoriferi ecc.). In questi casi l'utilizzo di barriere è conveniente soprattutto quando queste sono collocate in prossimità delle sorgenti sonore. L'efficacia della barriera è funzione della posizione reciproca di sorgente e ricettore, dell'altezza della sommità della barriera (con eventuali top) e dello spettro di frequenza della sorgente (le barriere sono infatti pressoché inefficaci rispetto ai suoni di bassa frequenza, per i quali la lunghezza d'onda è dello stesso ordine di grandezza dell'altezza della barriera). In molti casi è conveniente rendere fonoassorbente la faccia della barriera rivolta verso la sorgente.
L'attenuazione di una barriera, anche nei casi migliori, non supera mai 15-20 dB.
Diverso è il comportamento degli incapsulaggi, ovvero di cabine fonoisolanti che racchiudono completamente la sorgente. In questo caso, infatti, non si verificano fenomeni di diffrazione ai bordi: la potenza sonora trasmessa attraverso il dispositivo dipende dal potere fonoisolante (in genere molto elevato) delle pareti della cabina. Il punto critico di tali dispositivi è costituito dalle aperture, che possono essere richieste per ragioni di ventilazione o accessibilità delle apparecchiature interne e che devono essere opportunamente insonorizzate.
Quando occorre intervenire sull'isolamento di un edificio industriale è determinante comprendere che l'insonorizzazione dei componenti edilizi deve essere sufficientemente elevato da garantire un ridotto livello di emissione all'esterno. Tuttavia, il problema che spesso si pone deriva dalla presenza di elementi acusticamente "deboli" nell'involucro edilizio, quali vetrature, aperture, portoni ecc.
Questi elementi sono spesso determinanti, in quanto riducono drasticamente il potere fonoisolante e insonorizzante complessivo dell'involucro edilizio. Occorre pertanto prevedere la collocazione di aperture e portoni in posizioni tali da non immettere rumore all'esterno nelle direzioni critiche (quelle in cui possono esistere ricettori), oppure creare le aperture in zone dell'edificio che risultano più silenziose di altre.

Fig. 5a

Fig. 5b
Molte macchine industriali emettono vibrazioni per cause diverse: nel caso delle macchine rotanti (pompe, compressori, motori, alternatori ecc.) si tratta di una equilibratura non perfetta (l'energia vibratoria sarà concentrata a una frequenza fondamentale e alle sue armoniche), mentre nel caso di presse, magli, macchinari in genere si tratta di vibrazioni di natura impulsiva, con un conseguente spettro di emissione a larga banda (gli impulsi sono, per loro natura, un "concentrato" di tutte le frequenze). In passato si tendeva a utilizzare delle "fondazioni isolanti" (Figura 5a),
mentre oggi sempre più spesso si tende a interporre un sistema di adeguati supporti antivibranti (Figura 5b),che spesso sono più efficaci e più economici. Il concetto di fondazione isolante è il seguente: tra il basamento della macchina e la fossa di fondazione viene interposto un isolante elastico (gomma, sughero ecc.) in grado di impedire la trasmissione delle vibrazioni al terreno.
I supporti antivibranti sono invece costituiti da molle o particolari gomme che garantiscono un miglior taglio in frequenza. Il calcolo dell'isolamento può essere eseguito sulla base delle caratteristiche della sorgente (frequenza di rotazione, massa) e del supporto (deflessione statica o cedimento).
Quando la sorgente produce vibrazioni impulsive (presse, magli) il discorso si complica in quanto le frequenze generate sono a banda larga: in questi casi occorre valutare con grande attenzione l'efficacia dell'isolante a partire dalle frequenze molto basse a quelle elevate.
Vengono presentati i seguenti casi-studio di particolare interesse:
• trattamento acustico della sezione di prova di una galleria del vento per prove su autoveicoli in scala 1:1 ;
• realizzazione di una camera semianecoica con pareti piane;
• insonorizzazione delle torri evaporative di un impianto chimico;
• silenziamento dei camini di una centrale di cogenerazione.

Fig. 6
Rendering in 3D della galleria del vento per le prove di autoveicoli
La galleria del vento considerata permette di effettuare prove su autovetture a scala 1:1.
II rendering in 3D della figura 6 illustra il layout dell'impianto, in cui è riconoscibile il ventilatore assiale che genera il flusso d'aria, i quattro gruppi di deflettori agli angoli dell'edificio e la sezione di prova in cui viene posta la vettura. L'esigenza di eseguire nella sezione di prova anche rilievi di tipo acustico ha reso necessario un impegnativo intervento di insonorizzazione, che è consistito nella sostituzione dei deflettori originali con nuovi elementi fonoassorbenti e nel trattamento acustico delle pareti della sezione di prova. Tali interventi di insonorizzazione non hanno modificato le caratteristiche aerodinamiche del sistema. I risultati delle misure acustiche prima e dopo l'intervento di insonorizzazione sono riportati nelle tabelle "prima e dopo intervento" .
Vento a: |
PUNTO DI RILEVAMENTO |
||||
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
|
0 Km/h |
90 |
90 |
91 |
91,2 |
91 |
20 Km/h |
90 |
90 |
91 |
91,2 |
91 |
60 Km/h |
96 |
93 |
93,4 |
93,3 |
93 |
100 km/h |
96,7 |
94 |
93,9 |
94.3 |
96,9 |
140 Km/h |
98,4 |
97,6 |
96,9 |
97 |
97 |
Misurazioni effettuata In dBA
Vento a: |
PUNTO DI RILEVAMENTO |
||||
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
|
0 Km/h |
68,3 |
61,9 |
63,2 |
63,3 |
63 |
20 Km/h |
70,3 |
67 |
66,9 |
66,5 |
66 |
60 Km/h |
68,3 |
61,6 |
62,2 |
61,6 |
65,4 |
100 km/h |
76,2 |
69,2 |
68,1 |
67,9 |
75,9 |
140 Km/h |
84,6 |
76,4 |
77,2 |
75,6 |
81,5 |
Misurazioni effettuata In dBA
Le camere anecoiche sono ambienti di prova che riproducono condizioni di campo libero ideale attraverso la realizzazione di pareti con elevato assorbimento acustico.
Fig. 8 camera semianecoica con pareti piane

Fig.8a
Sezione della parete con il rivestimento fonoassorbente

Fig.8b
Vista dell'interno
Per molte applicazioni pratiche è necessario disporre di un pavimento in grado di reggere carichi statici considerevoli, per cui non è possibile renderlo fonoassorbente: si parla allora di camera semianecoica. L'intervento di insonorizzazione illustrato (Figura 8) è destinato a prove su motocicli e si distingue per l'impiego di pareti fonoassorbenti piane, anziché i tradizionali "cunei" in materiale fonoassorbente fibroso.
Torri evaporative di un impianto chimico
In un impianto chimico dotato di una batteria di torri evaporative in calcestruzzo è stato eseguito un intervento di insonorizzazione che consiste nell'incapsulare le torri evaporative, come visibile nella figura 9.
Fig. 9
Torri evaporative di un impianto chimico:

a) situazione prima dell'intervento di insonorizzazione

b) situazione dopo l'intervento di insonorizzazione
Fig. 10
Risultati dell'intervento di insonorizzazione delle torri evaporative di un impianto chimico

Il grafico della figura 10 sintetizza i risultati ottenuti.
Camini di una centrale di cogenerazione
L'intervento riguarda il silenziamento dei camini di una centrale di teleriscaldamento (Figura 11), effettuato inserendo un silenziatore reattivo all'interno di ciascun camino.

Fig.11
Camini di una centrale di cogenerazione
I risultati sono riportati nel grafico della figura 12.

Fig.12
Risultati dell'intervento di insonorizzazione dei camini di una centrale di cogenerazione
Bibliografia
[I] Direttiva 8913921CEE - Direttiva del Consiglio del 14 giugno 1989 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine [2] Norma italiana UNI EN 458 - Protettori auricolari. Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione. Documento Guida (1995) [3] Norma Italiana UNI EN ISO 11690-1 -Acustica. Raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro a basso livello di rumore contenenti macchinario. Strategie per insonorizzazione e il controllo del rumore (1998)
by:
Bosco
Italia S.p.A. - Insonorizzazione
Via Umbria, 16 - Z. I. Pescarito - 10099 San Mauro T.se (TORINO, ITALY)
tel: +39 (0)11 223 68 38 - fax: +39 (0)11 223 68 63
noise@boscoitalia.it
Studio sulle problematiche di insonorizzazione in ambienti industriali e applicazioni su macchinari rumorosi
A cura di
Franco Bertellino
Microbel Srl, Torino
Marco Masoero
Politecnico di Torino, Dipartimento
di Eneregetica
Gli autori ringraziano la
Bosco Italia Spa insonorizzazione e sistemi antirumore
di San Mauro Torinese (TO)
per avere messo a disposizioni le informazioni relative ai casi-studio presentati in questo articolo.
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